Di cantautori ne è piena la storia…Ma di solito suonano la chitarra. La Sghisa è lieta di ospitare mercoledì 4 maggio Giacomo Toni e il suo piano dirompente.

BIOGRAFIA

Giacomo Toni viaggia nel campo della migliore musica d’autore italiana. Il suo è jazz ricercato, capace di unire ritmi blues e incursioni swing. Giacomo Toni è un “Canta-Autore” nel vero senso della parola. I suoi testi sono ironici e pungenti, malinconici ma sinceri, di un cinismo che a volte sconfina nell’euforia, e rimandano al genio di Gaber, Iannacci, Conte, Capossela.
I suoi testi sono fotografie, sono storie, parole che saltano qua e là sui tasti del pianoforte e scivolano lentamente, sigarette spente sull’asfalto alle 5 del mattino, sono bicchieri di vino bevuti in solitudine al bancone di un bar.
A un primo ascolto può far pensare a Enzo Jannacci, Piero Ciampi, Paolo Conte, Vinicio Capossela: ma ascoltandolo attentamente ci si renderà conto che Giacomo Toni è solo Giacomo Toni. I suoi concerti offrono capolavori comici, ballate splendide e malinconiche, messi in scena da un artista a metà tra un attore di Hollywood e un vecchio contadino romagnolo.
Ogni canzone è un tornado di riferimenti musicali disparati, dalla scuola genovese al jazz sperimentale, e allo stesso tempo un racconto o un momento lirico chiuso in se stesso, forte, irriducibile, senza un verso o una frase musicale fuori posto.
Fatto di fiammate ironiche, ballate romantiche e sferzate di cinismo, come se fosse un elogio della contraddizione, l’ultimo lavoro in studio di Giacomo, l’album “Musica per autoambulanze”,  mischia le carte in tavola e alterna sonorità schizofreniche e indiscrete a momenti d’intensità delicata, in un’altalena di umori musicali che allenano l’orecchio e confondono il resto.

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